Reportage - Pino Musi Sottotraccia


Tra la fine di Agosto e i primi di Settembre del 2019 venni ingaggiato per seguire il fotografo Pino Musi in un viaggio alla scoperta del sud-ovest della Sardegna, tra quel che rimane del paesaggio minerario sardo. Erroneamente, nell'immaginario comune, miniere e Sardegna vengono associate quasi esclusivamente al Sulcis. Nella realtà storica e architettonica dell'isola però, le vicende minerarie che investirono l'isola per quasi due secoli, abbracciato un'area ben più ampia. Da Cagliari al Linas, Sulcis-iglesiente compreso, percorsi oltre 2000 chilometri in un fazzoletto di terra disabitato. Dapprima in solitaria per uno scouting approfondito, poi con Pino, nel tentativo di immergerci nel profondo di un periodo storico dalle ferite ancora aperte. La ricerca si spostò drasticamente sull'architettura aliena alla cultura locale, sulle opere in disuso ma ancora caratterizzate da una dignità maestosa. Ci districammo tra strade deserte e paesi fantasma per quasi due settimane, nel costante tentativo di schivare il malinconico abbraccio d'un luogo sventrato.
Il lavoro fotografico di Pino è oggi un libro, Sottotraccia, edito dalla Punctum press per la Fondazione di Sardegna. Io ne raccontai i retroscena, immergendo l'autore nei suoi stessi paesaggi, tentando di intuirne le visioni e facendomi deliberatamente influenzare dal suo occhio estraneo. Ritrovai un luogo diverso, una sospensione senza tempo, cieca e immemore. 

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